Arrivo arrivo....chi sarà mai a quest'ora di notte
- si pronto chi parla?
- como qui habla?....soy yo tu amigo, soy Aiaco por el Perù...te recuerdas de mi?
-ah, Aiaco....si...... que quieres a esta hora de la noche, yo estoy durmiendo...
- ahi bueno despertate etonces porqué he que dirte una cosa muy emportante que me he dicho un amigo italiano que se llama Rodari Juan y te la cuento en lengua italiana cun alguna palabras espanoles....es pronto para escucharme?
"C'era una volta una guerra, una grande e terribile guerra (que mas terrible no puede ser), che faceva morire molti soldati da una parte e dall'altra. Noi stavamo di qua e i nostri nemici stavano di là, e ci sparavamo addosso giorno e notte, ma la guerra era tanto lunga che ad un certo punto ci venne a mancare il bronzo per i cannoni, no teniamos mas herro para costruir baionettas, eccettera.
Nuestro comandante, lo Stragenerale Bombone Sparon Fraccassones, ordinò de abajar todas las campanas da los campaniles y de hacer un canon muy..muy grande, un grossissimo cannone, uno solo ma grosso abbastanza da vincere la guerra con colpo solo.
A sollevare quel cannone ci vollero centomila grù; per trasportarlo al fronte ben 97 treni.
Lo Stragenerale si fregava le mani per la contentezza e diceva: - Quando il mio cannone sparerà i nemici scapperanno fin sulla luna.
Ecco il momento. Il cannonissimo era puntato sui nemici. Noi ci eravamo riempiti le orecchie di ovatta, perchè il frastuono poteva romperci i timpani e la tromba di Eustacchio.
Lo Stragenerale Bombone Sparon Fraccassones ordinò: - Fuoco!
Un artigliere premette un pulsante. E d'improvviso, da un capo all'altro del fronte si udi un gigantesco scampanio:
din! don! dan!
Noi ci levammo l'ovatta dalle orecchie per sentir meglio.
- Din! Don! Dan! - tuonava il cannonissimo. E centomila echi ripetevano per monti e per valli: - Din! Don! Dan!
- Fuoco! - Gridò lo Stragenerale per la seconda volta - Fuoco, perbacco! -
L'artigliere premette nuovamente il pulsante e di nuovo un festoso concerto di campane si diffuse di trincea in trincea. Pareva che suonassero insieme tutte le campane della nostra patria. Lo Stragenerale si strappò i capelli per la rabbia e continuò a strapparseli finchè gliene rimase solo uno.
Poi ci fù un momento di silenzio. Ed ecco che dall'altra parte del fronte, come per un segnale, rispose un allegro, assordante: - Din! Don! Dan!
Perchè dovete sapere che anche il comandante dei nemici, il Maresciallo Von Bombonen Pestafrakkassonen, aveva avuto la stessa idea di fabbricare un cannonissimo con le campane del suo paese.
- Din! Dan! - tuonava adesso il nostro cannone.
- Don! - rispondeva quesllo dei nemici. E i soldati dei due eserciti balzavano fuori dalle trincee, si correvano incontro, ballavano e gridavano:
- Le campane, le campane! E' festa! E' scoppiata la pace!
Lo Stragenerale e il Maresciallo salirono sulle loro automobili e corsero lontano lontano, e consumarono tutta la benzina, ma il suono delle campane li inseguiva ancora.
Te gusta la istoria del amigo Juan?
Me gusta mucho, la iscrio en mi blog asì todos los amigos pueden leerla; pero hora tiengo que dormir, por las mananas me gusta levantarme temprano
Prossimamente vedrò di pubblicare qualche altra cosa, devo vedere nel mio archivio di cose scritte e di incartamenti vari cosa c'è ch'io possa ricopiare nel mio diario cybernetico, forse qualche poesia in limba (lingua) forse chissà...vedremo per este momento amigos companeros viajeros de lo espacio de Internet ....HASTA LA VISTA!
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